Tesla citata in giudizio per un incidente del Cybertruck con FSD: la causa accusa Musk

Tesla è alle prese con una nuova causa legale, insolitamente personale, legata alla sua tecnologia di assistenza alla guida. Secondo Electrek, una querelante del Texas chiede oltre 1 milione di dollari di risarcimento dopo una collisione con il suo Cybertruck, sostenendo che il sistema Full Self-Driving (FSD) del veicolo non abbia gestito una biforcazione in autostrada e abbia finito per schiantarsi contro una barriera di cemento.
Il caso è stato depositato presso il tribunale distrettuale della contea di Harris e arriva in un momento di maggiore scrutinio sulle dichiarazioni di Tesla in materia di autonomia. Fa seguito a una recente decisione federale separata che ha confermato un verdetto da 243 milioni di dollari contro l'azienda in un incidente mortale del 2019 con Autopilot.
Dettagli dell'incidente e accuse mirate a Musk
La denuncia afferma che Justine Saint Amour stava guidando il suo Cybertruck su un'autostrada di Houston nell'agosto 2025 con FSD attivo. Quando la carreggiata si è divisa in un cavalcavia, il camion avrebbe mancato la curva e sarebbe invece proseguito verso una barriera. Sebbene Saint Amour abbia cercato di prendere il controllo, la collisione è avvenuta prima che potesse evitarla.
L'atto cita anche la dirigenza di Tesla, sostenendo che l'azienda abbia “assunto in modo negligente e mantenuto in modo negligente Elon Musk come CEO, consentendogli di partecipare alle decisioni di progettazione del prodotto”. Afferma che Musk avrebbe respinto le raccomandazioni degli ingegneri di integrare sensori LiDAR o radar, scegliendo di affidarsi solo alle telecamere. Gli avvocati della querelante descrivono Musk come “un venditore aggressivo e irresponsabile, con una lunga storia di scelte progettuali pericolose e di promesse eccessive sulle funzioni dei suoi prodotti”.
Questioni legali e pressione regolatoria
Sebbene il Cybertruck abbia ottenuto valutazioni di sicurezza crash a 5 stelle dalla NHTSA, il software che guida il veicolo resta sotto esame. La causa sostiene che il marketing del sistema sia fuorviante, osservando che concorrenti come Mercedes-Benz offrono sistemi di Livello 3 che indicano ai conducenti quando riprendere il controllo, mentre il sistema di Livello 2 di Tesla richiede ancora una supervisione costante nonostante l'etichetta “Full Self-Driving”.
Queste controversie spesso ruotano attorno al fatto che il conducente fosse attento, ma i regolatori stanno sempre più mettendo in discussione il marchio stesso. Alla fine del 2025, un giudice della California ha stabilito che il marketing di FSD di Tesla è “in realtà, inequivocabilmente falso e controfattuale”. In parallelo, la NHTSA sta indagando su 2.88 milioni di veicoli Tesla dotati di FSD dopo aver collegato il software a decine di incidenti, inclusi 14 incidenti. Sotto crescente pressione, Tesla sta iniziando ad abbandonare i nomi “Full Self-Driving” e “Autopilot”.
Una storia di battaglie sul branding
Per evitare un divieto di vendita di 60 giorni in California, Tesla ha recentemente interrotto l'uso del nome “Autopilot” per le nuove vendite e ha adottato “Full Self-Driving (Supervised)” nel proprio marketing. Sebbene l'azienda abbia difeso con successo il proprio marketing in alcuni casi, lo slancio nei tribunali statunitensi sembra stare cambiando.
Allo stesso tempo, Tesla ha pubblicato aggiornamenti che mostrano FSD rilevare ed evitare incidenti ad alta velocità, sottolineando un paradosso: il software continua a migliorare, ma espone ancora l'azienda a una responsabilità significativa quando sbaglia.
Con l'avanzare di questa causa da un milione di dollari, potrebbe riaccendere il dibattito non solo su come operano i veicoli Tesla, ma anche sul fatto che la filosofia progettuale del CEO rappresenti un rischio legale per l'azienda.













































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