
La competizione per le risorse orbitali si sta intensificando. Il 6 marzo, la divisione di internet satellitare di Amazon, ora ribattezzata Amazon Leo, ha presentato una petizione di 17 pagine alla Federal Communications Commission (FCC) chiedendo all'agenzia di respingere la proposta di SpaceX di lanciare fino a 1 milione di satelliti.
SpaceX ha presentato la sua domanda a fine gennaio 2026, delineando una massiccia costellazione di centri dati orbitali alimentati a energia solare, progettati per elaborare carichi di lavoro di IA nello spazio. Amazon sostiene che il piano sia più aspirazionale che una strategia di implementazione concreta, descrivendolo come un segnaposto speculativo privo del fondamento tecnico richiesto per l'approvazione regolatoria.
Risposta della FCC
Il presidente della FCC Brendan Carr ha criticato la petizione di Amazon, suggerendo che l'azienda dovrebbe concentrarsi sul rispetto dei propri obblighi di implementazione invece di prendere di mira i concorrenti. Carr ha affermato che Amazon è destinata a mancare di circa 1.000 satelliti il prossimo traguardo della costellazione Kuiper, mentre altri operatori stanno lanciando attivamente su larga scala.
La matematica dei secoli
La documentazione di Amazon sostiene che la tempistica proposta sia irrealizzabile con l'attuale logistica aerospaziale e lo dimostra con calcoli basati sulle velocità di lancio relativamente rapide di oggi.
Nel 2025, che è stato un anno da record per i voli spaziali, sono stati lanciati in orbita solo 4.526 satelliti in tutto il mondo. A quel ritmo, osserva Amazon, servirebbero più di 220 anni per dispiegare la costellazione proposta da SpaceX da 1 milione di satelliti.
Supponendo una durata di cinque anni per ciascun satellite, 200.000 satelliti dovrebbero essere sostituiti ogni anno solo per mantenere il sistema. Solo questo rifornimento equivale a 44 volte la produzione globale di lanci del 2025 (di cui SpaceX supera il 90%).
Al contrario, il caso di SpaceX ruota attorno a un fattore che Amazon non affronta: Starship. Se Starship V3 diventasse nel prossimo futuro riutilizzabile quanto Falcon 9, la capacità drasticamente superiore potrebbe rendere più raggiungibile il ritmo di lancio richiesto.
Magazzinare il patrimonio immobiliare orbitale
Oltre ai numeri, Amazon accusa SpaceX di sfruttare il processo regolatorio utilizzando una documentazione vaga per rivendicare la priorità su un'ampia quota di risorse orbitali senza una reale intenzione di implementarle.
Secondo Amazon, la domanda omette parametri critici di radiofrequenza e orbitali. Invece di specificare l'intera costellazione, SpaceX avrebbe fornito informazioni parziali per soli tre satelliti, pari solo allo 0,0003% del sistema proposto.
La documentazione afferma inoltre che le operazioni potrebbero svolgersi tra 500 km e 2.000 km di altitudine, con un'ulteriore tolleranza di 100 km, cosa che Amazon sostiene consentirebbe a SpaceX di riservare un'enorme porzione dell'orbita terrestre bassa e costringere altri operatori a progettare attorno a una costellazione che potrebbe non materializzarsi mai.
Reazioni del settore
La scadenza fissata dalla FCC per i commenti pubblici sulla domanda è scaduta venerdì, attirando oltre 1.200 invii, un volume insolitamente alto per una pratica satellitare.
Insieme ad Amazon, l'operatore rivale Viasat e la American Astronomical Society hanno presentato obiezioni, citando gravi preoccupazioni per la sicurezza nello spazio, i rischi di collisione e il potenziale di notevoli detriti orbitali e inquinamento luminoso derivanti da una rete da un milione di satelliti.
Impatto su Tesla
Le implicazioni si estendono alle altre aziende di Elon. Elon ha proposto una roadmap simile per Tesla, immaginando centri dati spaziali per supportare i massicci carichi di lavoro di intelligenza artificiale dell'FSD.
Nelle fasi iniziali di questo approccio fuori dal pianeta, Tesla utilizzerebbe centri dati orbitali costruiti da SpaceX e xAI per accedere, secondo necessità, a ulteriore capacità di addestramento delle reti neurali.
Per fornire l'energia necessaria a questa espansione, Tesla e SpaceX stanno lavorando per ampliare drasticamente la produzione domestica di pannelli solari. Elon ha recentemente annunciato l'obiettivo di arrivare a una capacità di produzione solare annuale fino a 100 gigawatt negli Stati Uniti entro i prossimi tre anni per alimentare questi satelliti ad alta intensità energetica.













































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