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Al CES 2026, una startup poco conosciuta, Donut Lab, ha annunciato quella che ha definito la prima batteria allo stato solido pronta per la produzione al mondo, citando specifiche di spicco: densità energetica di 400Wh/kg, durata di 100.000 cicli e capacità di ricaricarsi da 0 all'80% in meno di cinque minuti.

Dopo lo scetticismo degli esperti del settore, Donut Lab ha lanciato la campagna I Donut Believe e ha condiviso i risultati di test indipendenti del VTT Technical Research Centre of Finland per supportare le proprie affermazioni.

Un esame più attento della documentazione VTT suggerisce che il team abbia costruito una cella in grado di assorbire correnti molto elevate, ma una vera svolta nello stato solido potrebbe essere ancora lontana.

Il report VTT: cosa è stato realmente testato?

Capire i test di terze parti è fondamentale: VTT è un'organizzazione di ricerca pubblica, di livello mondiale. Quando pubblica un dato, quel dato è accurato. Tuttavia, VTT esegue test specifici richiesti e finanziati dal cliente, funzionando come laboratorio di prova anziché come ente di audit.

Confrontando le dichiarazioni di marketing di Donut Lab con i dati VTT forniti nel report, si ottiene quanto segue:

0 La claim di ricarica rapida è corroborata. VTT ha confermato che una cella Donut da 26 Ah è passata da 0% a 80% in 4,5 minuti con un tasso di 11C.

2 La claim sulla densità energetica resta non verificata. Il dato di punta di 400 Wh/kg3, circa il doppio del tipico litio-ione, non è verificabile perché il report omette peso e dimensioni fisiche della cella.

3 La claim di durata di 100.000 cicli non è stata testata. VTT ha riportato solo un piccolo numero di cicli di ricarica rapida, ben lontano dal punto in cui emergerebbe il degrado.

Segnale d'allarme termico

Sebbene i risultati della ricarica rapida siano reali e degni di nota, la configurazione del test solleva dubbi per un uso pratico in ambito automotive.

Nel test di ricarica a 11C, la cella era posizionata tra grandi dissipatori di calore in alluminio per il controllo passivo della temperatura. Anche così, la temperatura superficiale è salita a 63b0C. In un altro test con un solo dissipatore, la cella ha raggiunto 90b0C, costringendo a una pausa temporanea per raffreddare la batteria.

Gli analisti stimano che scalare la stessa massa termica passiva a un pacco EV completo richiederebbe migliaia di libbre di dissipatori di calore o un equivalente livello di smaltimento del calore tramite raffreddamento attivo. Donut Lab promuove la batteria come se non richiedesse raffreddamento attivo, ma i dati mostrano che la ricarica ai tassi dichiarati genera calore significativo, potenzialmente difficile da gestire.

Produzione su larga scala

Produrre una singola cella pouch ad alte prestazioni in un ambiente controllato non è la stessa cosa che produrne milioni in modo affidabile e a basso costo.

Per ora, il principale caso d'uso reale di Donut Lab è una partnership con Verge Motorcycles, produttore premium di moto elettriche. Integrare un numero limitato di celle in una moto di fascia alta e a basso volume è una dimostrazione solida, ma è ancora lontano dal trasformare il panorama EV più ampio.

Nonostante indicazioni di disponibilità nel primo trimestre del 2026 per le nuove moto, il CEO di Verge e il website hanno indicato che le consegne ai clienti in volumi probabilmente si protrarranno fino a fine anno o persino nel 2027, mentre vengono affrontati ostacoli della catena di fornitura e approvazioni normative.

Se la cella performa come presentato, potrebbe catalizzare cambiamenti radicali in ambito EV ed elettronica portatile. Finché revisori indipendenti non potranno valutare e testare una cella Donut Lab destinata alla produzione, prendere alla lettera la campagna I Donut Believe dell'azienda resta ragionevole.